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conto corrente condominiale

Ma il conto corrente condominiale è sempre obbligatorio?

L'obbligo di tenere un conto corrente condominiale è stato introdotto in Italia con la riforma del Condominio (legge n. 220 dell'11 dicembre 2012), una riforma significativa del Codice Civile in materia di condominio. Questa disposizione, contenuta nell'articolo 1129, ha avuto un impatto profondo sulla gestione delle finanze condominiali, portando con sé numerose conseguenze, sia positive che negative.

Trasparenza e controllo

La principale ragione dietro l'obbligatorietà del conto corrente condominiale è la trasparenza. Grazie a questo strumento, ogni condomino ha la possibilità di monitorare in modo diretto tutte le transazioni finanziarie del condominio. L'articolo 1130 del Codice Civile stabilisce, infatti, che l'amministratore deve consentire ai condomini di accedere ai documenti del conto corrente, garantendo così la massima trasparenza. Gli estratti conto devono essere messi a disposizione dei condòmini, previo appuntamento, i quali possono così verificare l'operato dell'amministratore e assicurarsi che le risorse siano gestite correttamente.

Responsabilità dell'amministratore

L'obbligo del conto corrente condominiale comporta anche una maggiore responsabilizzazione dell'amministratore. L'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell'amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica. La gestione delle finanze condominiali diventa più rigorosa, e l'amministratore è tenuto a operare con diligenza e trasparenza. Eventuali omissioni o irregolarità nella gestione del conto possono portare a sanzioni severe e alla revoca del mandato. Questo ha contribuito a elevare gli standard professionali degli amministratori condominiali, migliorando la qualità del servizio offerto.

Conseguenze economiche

Dal punto di vista economico, l'apertura e la gestione di un conto corrente condominiale comportano dei costi. Questi possono includere spese di apertura, canoni annuali e commissioni per le operazioni bancarie. Tali costi, seppur generalmente contenuti, vengono ripartiti tra i condòmini, incidendo sulle spese condominiali complessive. Tuttavia, questi oneri sono ampiamente giustificati dai benefici in termini di trasparenza e sicurezza finanziaria. Basti pensare alla possibilità di pagare la rata condominiale con i bollettini postali, per chi non è ancora abituato ai bonifici bancari.

Obbligo di transitare sul conto corrente

Tutte le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualunque titolo erogate per conto del condominio, devono essere fatte transitare sul conto corrente condominiale. Questo obbligo assicura che tutte le operazioni finanziarie siano tracciate e verificabili, ulteriormente aumentando la trasparenza nella gestione delle finanze del condominio.

Conclusioni

In sintesi, l'obbligo di tenere un conto corrente condominiale ha apportato notevoli benefici in termini di trasparenza e controllo delle finanze condominiali. Sebbene comporti dei costi e richieda un maggiore impegno da parte degli amministratori, questi aspetti sono bilanciati dalla maggiore sicurezza e dalla possibilità per i condomini di vigilare efficacemente sull'uso delle risorse comuni. Questo strumento, quindi, rappresenta un passo avanti significativo nella gestione dei condomini in Italia, contribuendo a una maggiore serenità e fiducia tra i condomini.

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